Month: giugno 2015

Cento assunzioni a basso consumo

(Alinews.it) – Torino, 1 lug 2015 – Con un investimento di 20 milioni saranno sostituite al ritmo di cinquemila al mese, cinquantacinquemila lampadine dell’illuminazione pubblica torinese, pari al 55% di quella totale, con altrettante lampadine led. L’operazione messa in atto da Iren, porterà all’assunzione di cento nuovi addetti, “speriamo nel corso di un anno”, ha detto l’assessore all’ambiente Enzo Lavolta. L’iniziativa prevede la sostituzione al ritmo di 5mila lamapadine al mese, al posto di quelle tradizionali al vapore di sodio, nelle dieci circoscrizioni, e consentirà un risparmio nei consumi del 40%. Il Comune ripagherà Iren con la metà dei minori costi, cinque milioni, preventivati annualmente grazie ai minori consumi. Ieri sera è stata presentata allo Iaad, che ha avuto il compito di comunicare questa iniziativa, che renderà Torino ancora più efficiente e smart. L’Istituto d’Arte Applicata e Design, che ha reso il progetto argomento di tesi per i laureandi del dipartimento di Design della Comunicazione.  Gli studenti hanno, infatti, realizzato una campagna che, attraverso affissioni, advertising, installazioni, eventi, video viral e laboratori per bambini e ragazzi, saprà raccontare ai torinesi come la città, grazie ai LED, possa essere ancora più efficiente e sicura.

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Un’app svela il pesce camuffato

(Alinews.it)- Torino, 30 giu 2015 – In Italia ogni anno tonnellate di prodotti alimentari vengono sequestrati per un valore economico di oltre mezzo miliardo di euro l’anno. Nell’Unione Europea il pesce è uno dei 10 prodotti maggiormente oggetto di frodi e il 72% degli illeciti sono connessi all’etichettatura e alla tracciabilità.

L’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e in collaborazione con il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino sta sviluppando una App per smartphone e tablet in grado di riconoscere la specie del pesce in vendita partendo dall’esemplare fotografato. E’ stata presentata oggi ad Agorà in Piazza Castello a Torino con l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni utili per difendersi da alcuni tipi di frodi commerciali. Uno strumento digitale, fruibile in futuro dai consumatori stessi, che permetterà di distinguere specie di pesce pregiate da specie di minore valore commerciale.

“Sarà l’occasione- spiega Maria Caramelli, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino- per rendere più consapevoli i cittadini delle problematiche di sicurezza alimentare, danno economico, impatto ambientale ed ecosostenibilità derivanti dalle frodi ittiche”.

Al termine dell’incontro verrà distribuita gratuitamente ai partecipanti la guida cartacea “OK! Il pesce è giusto”, prodotta in collaborazione con l’ASL TO1 e pensata per aiutare i consumatori nell’acquisto del pesce e tutelarli dai danni economici derivanti dalla sostituzione di specie.

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Ui, ripresa con riserva

(Alinews.it)- Torino, 30 giu 2015 – I numeri dicono che le imprese torinesi consolidano la ripresa. Ma in queste ore domina la preoccupazione per gli sviluppi del caso Grecia che potrebbe vanificare questi segnali. Così l’indagine congiunturale dell’Unione industriale di Torino relativa al terzo trimestre dell’anno che conferma gli indicatori positivi provenienti dalle aziende anche se in attenuazione rispetto al trimestre precedente, sembra comunque avvolta da un’incertezza più ampia di quello che solitamente accompagna le indagini previsionali. “E’ una situazione instabile di cui non si capiscono ancora gli effetti reali sulla nostra economia”, ha confermato la presidente dell’Ui Licia Mattioli presentando l’analisi. Quanto al clima che si respira nelle aziende “c’è un dinamica un po’ meno positiva ma si rimane pur sempre in campo positivo”, ha detto Mattioli. In particolare il tasso di utilizzo degli impianti e il ricorso alla cig, tornata verso livelli fisiologici, riagguantano i livelli registrati prima della crisi. Restano però critici gli investimenti, necessari a stabilizzare la ripresa, mentre si accentua il divario tra l’export in netta crescita e gli ordini interni. Gli indici di redditività sono in calo. Al netto del rischio Grecia insomma la situazione viene comunque considerata abbastanza soddisfacente.Anche se, rileva il responsabile dell’ufficio studi dell’Ui torinese, Luca Pignatelli “c’è un indebolimento del clima di fiducia”. In parte per motivi fisiologici, come per l’aerospazio, legato anche solo al conseguimento o alla perdita di un contratto, in parte nello stesso automotive, soprattutto come spiega il presidente dell’Amma Alberto Dal Poz , per quelle aziende che ancora dipendono molto dal mercato interno, mentre è sotto gli occhi di tutti la performance del gruppo Fca, che cresce abbondantemente di più del mercato europeo. “La ripresa tocca molto bene chi esporta – dice Dal Poz – piove sul bagnato, ci manca invece un po’ di mercato interno”. Resta profonda la crisi delle costruzioni, e restano quindi le difficoltà della metalmeccanica legata a questo settore, così come quelle del settore cartografico. Indicazioni favorevoli vengono invece da meccanica strumentale, industria elettrica-elettronica, alimentare, gomma plastica e industrie manifatturiere varie. Il Jobs act, rileva Mattioli, ha agevolato un buon numero di stabilizzazioni sia nel settore del terziario innovativo, sia in quello della gomma plastica. Mattioli punta anche il dito sulla Regione Piemonte “I bandi sono fermi e per noi sta diventando un problema”. C’è l’incognita delle firme false alle elezioni che avevano già azzoppato la giunta Cota e che ora rischiano di impallinare anche quella di Sergio Chiamparino, “Purtroppo l’attenzione è focalizzata su cosa succederà – osserva Licia Mattioli – E’ una regione che si trova in una situazione economica difficilissima e la priorità è di cercare i mezzi per la sopravvivenza e non il futuro. Mentre le piccole imprese hanno bisogno di agganciare le risorse che l’Europa mette a disposizione per poter far crescere la nostra innovazione , ricerca, le nostre aziende”. Tra i progetti che l’Unione metterà in campo nei prossimi mesi, spicca quello per la digitalizzazione delle pmi e per il reshoring, vale a dire il rientro degli investimenti dall’estero. Un processo già in atto su scala continentale. “Le grandi multinazionali – spiega Dal Poz – sono tornate dalla Cina in Europa dell’Est, in modo massiccio. Dobbiamo far rientrare anche l’Italia in questi piani”. E infine la Tav, su cui il via libera dell’Ue al finanziamento dei primi lavori del maxitunnel fa ben sperare: “L’ augurio è che la Tav cominci a dare i suoi effetti sul territorio, sarebbe una grande boccata d’ossigeno per le nostre imprese”, conclude Mattioli.

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Fassino, sconto energetico da 700 milioni

(Alinews.it) – Torino, 30 giu 2015 – Alleanza pubblico privata nella formazione per l’efficienza e la sostenibilità energetica in azienda. E la prima del suo genere in Italia ed è stata siglata tra il Comune di Torino, attraverso la Fondazione Smart City, e Edf Fenice, filiale italiana del colosso energetico francese Edf, leader nei servizi energetici alla grande industria. “Una nuova sfida per la sostenibilità in Europa”, l’ha definita Nicolas Katcharov ceo di Edf Fenice. Lo scopo è quello di favorire investimenti in efficienza energetica nelle imprese torinesi che contribuiscano a raggiungere e superare i traguardi ambientali del 2020, su abbattimento del Co2 (del 20% rispetto al 1991), dei consumi di energia (-20%) e sull’aumento (del 20%) dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Anche se l’assessore torinese all’Ambiente Enzo Lavolta annuncia “che molto probabilmente riusciremo a soddisfare tutti e tre questi obiettivi”. L’accordo presentato oggi prevede la formazione all’interno dell’Energy Efficiency Campus a Rivoli (Torino) di Edf Fenice dei manager delle aziende, già 180 hanno già dichiarato interesse, coinvolte nel progetto. Secondo le prime stime, l’efficientamento di queste aziende potrebbe generare investimenti per un centinaio di milioni di euro. Primo appuntamento in agenda un workshop ad inviti sul tema dei sistemi di gestione dell’energia, il prossimo 2 luglio. Lavolta ha ricordato che dopo aver avviato l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico, 800 edifici per 7,5 milioni di metri quadri, l’amministrazione ha allargato l’azione agli edifici privati, in accordo con gli amministratori di condominio. “Rispetto al 1991, il nostro anno zero, stiamo risparmiando nella sola Torino energia per 700 milioni di euro l’anno, da 2,4 miliardi che erano a 1,7 miliardi”.

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Rifugiati, verso quota cinquemila

immigrati torino
(Alinews.it) – Torino, 30 giu 2015 – Circa 300 immigrati arriveranno in Piemonte in queste ore. Si aggiungono agli ottocento già presenti, relativi all’ultima tranche, e che dovrebbero arrivare fino a mille e trecento in vista di una nuova redistrivbuzione tra le regioni. E’ stato chiesto dal ministero dell’Interno alle prefetture del Piemonte ha spiegato l’assessore regionale Monica Cerutti di provvedere all’accoglienza di 1.307 migranti che saranno distribuiti sulle varie province secondo i criteri definiti in sede di Tavolo di Coordinamento Regionale: 523 alla provincia di Torino; 217 a quella di Cuneo; 159 a quella di Alessandria; 136 a quella di Novara; 81 a quella di Asti; 67 a quella di Biella; 65 a quella di Vercelli; 59 a quella di Verbania. In Piemonte le presenze al 22 giugno sono di 4.475 migranti ospitati nelle strutture temporanee e SPRAR. “Questa nuova ripartizione è stata fatta dal Ministero dell’Interno in un’ottica di riequilibrio delle presenze tra le Regioni. I numeri sono significativi ma non devono essere strumentalizzati perché la situazione al momento è sotto controllo. Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di convocare una riunione con l’ANCI per sensibilizzare i sindaci piemontesi ad ampliare la rete SPRAR su tutto il nostro territorio, trasformando l’accoglienza da emergenziale in strutturale” – dice Cerutti – “Ho visitato una struttura di accoglienza a Orta – prosegue l’assessore – , dove l’amministrazione comunale è impegnata a creare le condizioni per coinvolgere i propri cittadini nel progetto di inclusione. Il nostro obiettivo deve essere quello di aiutare i Comuni accompagnandoli rispetto alle attività di accoglienza, oltre a richiedere che il Governo definisca rapidamente gli incentivi ai Comuni virtuosi. Se nella nostra regione tutti i Comuni si dichiarassero disponibili in proporzione ai loro abitanti, potremmo tranquillamente sostenere questi nuovi arrivi”. E mentre Luca Olivetti, avvocato ed esponente del centrodestra ha preparato e fatto affiggere cartelli scritti anche in arabo in cui invita gli immigrati al rispetto delle leggi “altrimenti faremo l’impossibile per cacciarti” Maurizio Marrone di Fdi polemizza sulla natura di rifugiati di molti tra gli immigrati nelle strutture di accoglienza: “Chissà che faccia avrebbe fatto il premier Matteo Renzi, da oggi convinto sostenitore del rimpatrio degli immigrati “economici” privi di status di rifugiato, se il Sindaco di Torino e presidente Anci Fassino avesse avuto il coraggio di dirgli i veri dati della realtà del Comune di Torino?” afferma Marrone, che spiega: “I dati aggiornati a dicembre 2014 (gli ultimi disponibili) del Sistema Sprar del Comune di Torino parlano chiaro: sui 544 posti complessivi solo 69 sono veri rifugiati con in tasca il titolo di protezione internazionale (il 12,7%) mentre gli altri sono ancora tutti semplici richiedenti asilo, ricorrenti a dinieghi e titolari di protezioni attenuate come la sussidiaria o l’umanitaria e gli asili politici stanno addirittura a zero!
Ricordo che il flusso di accoglienza accettato e addirittura richiesto dall’Amministrazione Fassino sfora del doppio il tetto massimo stabilito dal Decreto – bando 2014-2016: All’articolo 5 del Decreto – bando “Capacità ricettiva dei servizi di accoglienza” si stabilisce che nei Comuni con abitanti tra 200.000 e 1 milione non possono essere attivati più di 100 posti di accoglienza, ampliabili a complessivi 200 con gli straordinari aggiuntivi che si rendano necessari nel corso del triennio 2014-2016: ebbene nel solo Comune di Torino siamo a quota 500 in violazione del Decreto Alfano” Inoltre, prosegue Marrone, il progetto Sprar del Comune di Torino, finanziato con oltre 3 milioni di euro all’anno non ha mai stanziato nemmeno un centesimo sulla voce di spesa S3 Programmi di rimpatrio volontario” ricorda Marrone che prevede una nuova ondata di irregolarità: “Quando scadrà la copertura finanziaria per i 500 finti profughi ospitati a Torino vedremo inevitabilmente spuntare un secondo ex Moi occupato”.

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