Pd, dopo Civati i “post”

viotti
(Alinews.it) – Torino, 2 lug 2015 – C’è Viotti e naturalmente l’assessore comunale Ilda Curti, c’è anche Davide Mattiello, parlamentare Pd proveniente da Libera di don Ciotti. Ma nella Retedem, i postcivatiani del Pd, costituita oggi al Senato ci sono diversi altri piemontesi:Il gruppo di parlamentari che hanno dato il via a ReteDem è formato da Viotti e  Mattiello, seguiti da Paolo Gandolfi, Giuseppe Guerini, Sergio Lo Giudice, Michela Marzano, Lucrezia Ricchiuti, Grazia Rocchi, Veronica Tentori, Sandra Zampa. Aderiscono anche i consiglieri regionali Domenico Rossi e Valter Ottria, il membro della segreteria regionale Fabio Malagnino, gli assessori , Mauro Cattaneo (Alessandria), Diego Sarno (Nichelino) e Luca Gioanola (Casale Monferrato), il vicesindaco di Condove Jacopo Suppo, il sindaco di Quaranti (At) Alessandro Gabutto, i consiglieri comunali Rossella Procopio (Alessandria), Marco Barbierato (Cossato), Riccardo Brezza(Verbania), Elena Ceretto (Alpette), Fabio Lamon (La Cassa). Tra gli altri anche, numerosi membri di direzione e assemblea regionale e provinciali. La rete, che a Torino ha fatto le prove generali con l’evento alla fondazione Sandretto di martedì scorso, lavorerà sui temi dell’innovazione della partecipazione, dei diritti e dell’ambientalismo, delle nuove economie e nuovi lavori.Alla base della rete il documento “Il nostro Pd, a sinistra” che ha raccolto già le adesioni di membri di direzione e assemblea nazionale, importanti amministratori e dirigenti del Pd a livello regionale e locale.
La nuova area nasce dal percorso della ex “mozione Civati” e si propone “di continuare a lavorare sui temi che sono stati l’unica vera novità politica degli ultimi anni nel Partito Democratico. L’unico spazio – continuano i promotori – in cui poter realizzare concretamente le nostre proposte. “Ci siamo chiamati RETEDEM – proseguono – perché vogliamo che questa figura della rete che unisce e crea ponti contribuisca a portare un metodo nuovo nella stagione politica progressista italiana. Un metodo aperto, largo, partecipato, che guarda alle forze più innovative del nostro paese. Un metodo che parte dai temi, magari anche quelli di cui ancora nessuno vuole occuparsi, per costruire una politica che non è solo «gestione dell’esistente» ma visione del mondo”.
I sottoscrittori del documento danno appuntamento l’11 luglio per un primo momento nazionale in cui “far ripartire la nostra rete e le nostre idee senza recinti”.

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Posted on: 2015/07/02, by : redazione la porta di vetro