Month: luglio 2015

Firme false, un’altra tegola sul Pd torinese

pd ridotta
(Alinews.it) – Torino, 23 lug 2015 – Chiusura indagini per le firme false del Pd con undici indagati e cinque richieste di archiviazione. I pm Stefano Demontis e Patrizia Caputo hanno notificato l’atto in queste ore in cui hanno deciso di non proseguire il procedimento nei confronti di Nadia Conticelli, consigliera regionale del Pd, Giuseppe Agostino, vicepresidente della circoscrizione 5, dell’ex consigliere provinciale Umberto Perna e dei due funzionari del partito Gianni Ardissone e Carola Casagrande. Tra gli indagati non menzionati fino ad oggi anche il consigliere regionale e vicesegretario del Pd torinese Daniele Valle, la moglie Alessandra Orlandi, e Salvatore Palermo di Moncalieri. Si aggiungono agli ex consiglieri provinciali di Torino Pasquale Valente e Davide Fazzone,  al consigliere regionale di Sel Marco Grimaldi, alle attiviste del Pd Cristina Rolando e Mara Milanesio,  e Stefania Ziccarelli, al presidente della Circoscrizione V Rocco Florio, e Tina Pepe, della segreteria provinciale. Nell’atto dei sostituti procuratori si fa riferimento a vari comportamenti illeciti in particolare per la lista provinciale del Pd e per la lista regionale Chiamparino Presidente: false certificazioni di sottoscrittori che non avevano firmato in presenza del pubblico ufficiale, autentificazioni di firme apocrife, cioè non riconducibili ai soggetti indicati, compilazioni di elenchi di sottoscrittori, false autentificazioni, nel caso della firma di Valente e di Magda Negri apposta secondo l’accusa rispettivamente da Cristina Rolando e Mara Milanesio. Valle avrebbe falsificato la firma della moglie che a sua volta avrebbe firmato al posto dei suoi genitori. L’indagine aveva preso le mosse da un esposto degli esponenti leghisti Patrizia Borgarello, la stessa del ricorso al Tar, e di Mario Borghezio. Per la direzione del Pd torinese, che si sta svolgendo in queste ore, un’altra gatta da pelare, anche se a questo punto pare difficile che il segretario Fabrizio Morri decida un passo indietro.

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Cig, buoni segnali dall’industria

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(Alinews.it) – Torino, 23 lug 2015 – Dati incoraggianti sulla cassa integrazione in Piemonte. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Cisl Piemonte sulla Cassa integrazione, diretto da Oscar Bianco, rielaborato con i dati Inps, nel II trimestre 2015 sono state autorizzate 24,8 milioni di ore, contro 25,8 milioni del primo trimestre 2015 e 27,8 milioni del II trimestre 2014. In particolare, la riduzione rispetto al primo trimestre 2015 delle ore autorizzate per cassa straordinaria nell’industria è stata di 2,5 milioni (con un totale di 11 milioni di ore autorizzate).
In lieve crescita risultano le autorizzazioni per la cassa ordinaria (in totale 10 milioni di ore), mentre residuali sono quelle per la cassa in deroga (2,3 milioni di ore nel trimestre, di cui 1,4 nel solo mese di giugno).
La situazione nelle varie province risulta piuttosto diversificata.

Per la provincia di Alessandria le ore complessivamente autorizzate nel trimestre sono state 2 milioni, come nel terzo e nel quarto trimestre 2014, con una notevole riduzione rispetto al dato del primo trimestre 2015 (2,5 milioni in totale).
Per la provincia di Asti si riscontra invece un progressiva crescita delle ore autorizzate che va avanti da vari trimestri. Il milione di ore autorizzate del secondo trimestre 2015 (di cui oltre l’80% nell’industria) è lontano dai picchi dei trimestri peggiori (quasi 2 milioni di ore) ma anche dalle 600.000 ore fatte registrare nel quarto trimestre 2013.
Ormai da tre trimestri il dato della provincia di Biella (800.000 mila ore a trimestre) è analogo a quelli del periodo pre-crisi (va ricordato però che nel 2007 – 2008 la provincia di Biella generalmente non passava comunque un bel momento dal punto di vista industriale).
In provincia di Cuneo le ore autorizzate nel secondo trimestre 2015 sono state due milioni, come nel quarto trimestre 2014, con una riduzione di oltre 250.000 ore rispetto al primo trimestre di quest’anno. Va ricordato che primi tre trimestri 2014 facevano segnare valori ben superiori ai 2,5 milioni di ore autorizzate.
Il secondo trimestre 2015 risulta decisamente migliore del precedente in provincia di Novara (da 2,5 a 1,8 milioni ore nel complesso e da 2,1 a 1,3 milioni di ore nell’industria). Il dato è altrettanto positivo rispetto al secondo semestre 2014.
Il dato della provincia di Torino è stabile ormai da cinque trimestri (se si escludono le autorizzazione per la cassa straordinaria per FCA nel terzo trimestre 2014): complessivamente 15 milioni di ore a trimestre, pari al 60% del totale regionale.
Dopo il picco di oltre 700.000 ore autorizzate nel primo trimestre 2015, nel Verbano si torna a valori sotto il mezzo milione di ore autorizzate (con una notevole componente extra-industriale) come negli ultimi due trimestri del 2014.
Negativo è invece il dato riguardante la provincia di Vercelli, che supera le 1,75 milioni di ore autorizzate dopo che i due precedenti trimestri si erano fermati intorno al milione di ore. Nel secondo trimestre 2014 però le ore autorizzate avevano superato ampiamente i 2 milioni.

“Gli ultimi dati sull’andamento della cassa integrazione in regione – spiega il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris – non devono però trarci in inganno. L’economia piemontese è in affanno e siamo molto preoccupati per il futuro di migliaia di lavoratori che da qui a un anno e mezzo non avranno più nessun ammortizzatore sociale. Il presidente Chiamparino, ci convochi subito dopo la pausa estiva, per affrontare quella che è una vera emergenza sociale. Il sindacato confederale presenterà le sue proposte e darà come sempre il suo contributo”.

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I consiglieri tornano a vita privata

consiglio regionale piemonte
(Alinews.it) – Torino, 23 lug 2015 – Una toppa al caso delle polizze vita dei consiglieri regionali pagate dalla collettività. Nella seduta di oggi l’Ufficio di Presidenza del Consiglio ha deliberato una profonda revisione del sistema assicurativo che interessa i consiglieri regionali. L’Udp ha accolto la proposta del presidente Mauro Laus di ridurre drasticamente l’intervento dell’ente nel pagamento della polizza infortuni, obbligatoria per legge, e di azzerare le polizze facoltative kasko e vita da maggio 2016, alla scadenza dei contratti che, quindi, non verranno rinnovati.L’onere del Consiglio, per la polizza infortuni, passerà dall’attuale quota del 70 all’1 per cento, portando la quasi totalità dell’importo a carico dei singoli consiglieri. La revisione dell’Udp avviene a legislazione invariata: una scelta dettata dalla volontà di intervenire in modo tempestivo sulla materia. “Spiace che, mentre l’Ufficio di Presidenza cercava soluzioni in tempi rapidi per migliorare l’equità della spesa pubblica senza colpire la dignità di chi amministra, ci fosse qualcuno pronto a speculare per il solo gusto di farlo”, è il commento dei componenti dell’Udp di fronte al manifesto diffuso dal Movimento 5Stelle con i nomi dei consiglieri che avevano scelto di aderire alla polizza vita. “Il fatto stesso che il gruppo M5S abbia potuto diffondere, da un giorno all’altro, i nomi di chi ha stipulato un’assicurazione è la dimostrazione che quei dati erano già pubblici e consultabili sui cedolini dei consiglieri disponibili on line. La richiesta invece di compilare una lista di proscrizione era e resta irricevibile dal presidente del Consiglio e con lui dall’Ufficio di presidenza, a maggior ragione se essa riduce il suo scopo alla denigrazione dei colleghi”.

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Intesa-Sp, la guerra di successione

bazoli gros pietro meloni
(Alinews.it) – Torino, 23 lug 2015 – E ora su Intesa-Sanpaolo si dovranno creare nuovi equilibri. Il Consiglio di sorveglianza ieri sera ha detto addio al sistema di governance duale, e anziché tornare al sistema tradizionale, un cda e un collegio sindacale, ha deciso di sperimentare per la prima volta in Italia il cosiddetto sistema monistico, ovvero tutti i compiti al solo cda, governo e controllo , senza un collegio sindacale esterno. Il documento ufficiale verrà redatto nei prossimi giorni, così come aveva anticipato il presidente del consiglio di gestione Gian Maria Gros Pietro l’altro ieri, ma ormai la linea è tracciata. Intesa-Sanapolo dice addio al Consiglio di sorveglianza che pure secondo il suo presidente Giovanni Bazoli, aveva lavorato bene in questi anni, ma testimonianza evidente di un sistema di transizione, dovuto alla fusione di molte banche che hanno chiesto garanzie e presenze, che non avrebbe potuto andare avanti per sempre, come, c’è da scommetterci, il nome Intesa-Sanpaolo, anche questo frutto di un compromesso. Le prossime mosse che porteranno nella prossima assemblea di bilancio, primavera 2016, alla nomina dei nuovi organi, sono tracciate: Il consifglio di sorveglianza disegnerà la modifica di statuto necessaria, la sottoporrà agli azionisti , in una assemblea straordinaria d’autunno, che sarà sottoposto al vaglio della Bce che ha le funzioni di vigilanza sul sistema creditizio. Spariranno non solo una decina di consiglieri, e i relativi emolumenti, ma si dovranno trovare nuovi equilibri tra gli azionisti per il cda. Sembra probabile che questa trasformazione sarà l’ultimo atto di giovanni Bazoli, già bersagliato dalle polemiche, per la sua età. Ma anche per Gian Maria Gros Pietro potrebbero esserci sorprese. Quello che è certo è che, proprio mentre si apre la partita della successione alla Compagnia di San Paolo, che con il quasi 10% è l’azionista numero uno della banca, non si potrà prescidnere da quanto vorrà fare il grande vecchio degli azionisti, Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione di Ca de sass, che ha poco più del 4% ma conta, come si usava una volta in piazzetta Cuccia, quattro volte di più.

qui sotto l’intervista di Alessandro Colombo di radio Veronica One a Gian Maria Gros Pietro sulla governance della banca

gros pietro

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Cafe Lavazza

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(Alinews.it) – Torino, 22 lug 2015 – Lavazza esce allo scoperto e offre 800 milioni per acquisire Carte Noir produttore francese di caffè rimasto fuori per volere dell’antitrust europeo dalla maxifusione Mondelez – Masters Blenders. Lavazza, il cui interesse per la azienda francese era noto da tempo, in gara con i private equity come BC Partner, Pai e Cinven. acquisirebbe il controllo delle attività di Carte Noire all’interno dell’area economica europea, a eccezione dei rami di business Carte Noire instant coffee, T-Discs e alle attività relative al canale fuori casa.”Con questa acquisizione, di portata strategica, riteniamo di poter fare un importante passo avanti per diventare un’azienda globale”, dichiara l’ad di Lavazza Antonio Baravalle. L’operazione è comunque soggetta al via libera della Commissione Europea e dell’autorità antitrust francese e sarà fatta on accordo con le organizzazioni sindacali. Carte Noire è leader nel mercato francese del caffè con circa il 20% di quota nel canale retail. La Francia diventerà per Lavazza il secondo mercato per dimensioni e importanza.La chiusura dell’operazione dovrebbe arrivare comunque tra fine 2015 e inizio 2016;

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