Varie

iviaggiatorinmovimento.it

Segnalo l’iniziativa di idee iviaggiatorinmovimento.it, lanciata dal prof.Gustavo Piga (segnalo anche il suo interessantissimo: blog www.gustavopiga.it).

Faccio parte dei “viaggiatori” e invito tutti a contribuire, con proposte e idee.

Un saluto, Pietro Terna

ps dal blog vedere anche Il dilemma dell’economista raccontato alla regina Elisabetta, che riferisce di un dibattito organizzato nell’ambito della Associazione Italana di Scienze Cognitive – AISC.

Chiamale se vuoi elezioni…

Sarà la prima volta che non andrò a votare; dicono che saremo 17 milioni divisi tra chi voterà Grillo e chi si asterrà. Io non voterò Grillo, ma vorrei dare un significato alla mia astensione, vorrei insomma che in qualche modo sia una manifestazione di voto.

Per questo scriverò al segretario nazionale del partito che abitualmente voto spiegandogli le ragioni che sono lunghe ed articolate, ma che in poche parole si riassumono nella sfiducia in una classe politica cha appare sorda ai bisogni, ed ultimamente, alla rabbia della gente.

Le resistenze che in modo più o meno mascherato attuano i nostri rappresentanti per ridurre gli effetti della modifiche dei costi della politica, ci dicono che le nostre grida non arrivano ai piani alti e che chi dovrebbe ascoltare non è più in grado di farlo.

Mi piacerebbe tornare a votare, ma so che la mia lettera al segretario nazionale finirà nel cestino; se però fossimo in tanti a fare lo stesso, scrivendo ognuno al capo del partito che si vorrebbe votare e se i tanti fossero migliaia, forse qualche speranza c’è.

Per questo qui di seguito pubblico il testo della lettera che invierò; chi vuole lo può copiare, modificarlo come gli pare, ma è importante che lo spedisca.

Firmato:

A. Francia, M. Nebiolo, P. Terna, G.P. Zanetta

Caro Segretario,

sono un tuo elettore ed alle scadenze elettorali ho sempre aftto il mio dovere. Questa volta temo che farò parte dei 17 milioni di elettori che voteranno Grillo o non andranno alle urne. Io non voterò Grillo, ma neppure il tuo partito. Non è che non condivida le vostre idee, ma temo che per voi non siano più così importanti. Una volta un sociologo scrisse che un partito  esiste inquanto sa trasformare una somma di esigenze individuali in un’esigenza collettiva, ma è evidente che per fare questo bisogna capire e, per capire, occorre soprattutto ascoltare. Abbiamo firmato in un milione e duecentomila la richiesta di abrogazione del “porcellum” e mi poare di capire che voteremo di nuovo con lo stesso sistema; ed anche se passasse la riforma, ho letto il progetto che riserva ai segretari la nomina di un terzo. In altre parole per te la riforma del sistema elettorale consiste nel riproporre un porcellum vestito in modo più elegante tanto per fare contento quel qualche milione che non lo vuole…Non dirmi che è necessario condurre mediazioni e che sono intervenute circostanze di cui tenere conto. Ai tuoi elettori importa solo dei risultati, non interessa sapere perchè non sei riuscito a raggiungerli. Il cittadino è onerato dalle tasse, la capacità di risparmio famigliare sta scomparendo e questa è la fascia fortunata; l’altra è disoccupata, in CIG o in mobilità. Ammesso che tutto questo sia necessario, non riusciamo a capire come la classe politica non riesca a ridurre i suoi costi e privilegi. A grandi annunci seguono comportamenti equivoci e clandestini che tentano di ridurre l’efficacia dei provvedimenti e in questo sono complici le segreteria nazionali. Considera ad esempio il caso della Regione Lazio: Fiorito è accusato e sarà giudicato, ma tutti i gruppi consiliari hanno partecipato alla distribuzione di somme assurde che offendono la dignità dei cittadini. Se il segretario nazionale non condividesse i comportamenti del suo gruppo consiliare avrebbe avviato un procedimento disciplinare o annunciato che i consiglieri (o i responsabili del gruppo) non sarebbero più stati candidati. Il tuo è stato un silenzio significativo. Può darsi che oggi certe riduzioni siano necessarie, ma quando si legge che sono finiti i soldi per pagare le cure dei malati di SLA, viene subito in mente che dal 1994 ad oggi i gruppi parlamentari hanno avuto 2,2 miliardi di euro (122 milioni l’anno).

Segretario, dammi un speranza, esci dalla torre e vieni tra la gente.