Coronavirus: pensieri di un cittadino al disopra di ogni sospetto

di Guido Leo * |

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Oggi, viaggiando in auto, ho chiesto a mia moglie: cosa hai capito tu del coronavirus? Lei, insegnante di lettere in un liceo del Torinese, ci ha pensato un po’ e mi ha risposto: “Non sono sicura di aver capito molto, ma se questa malattia è poco più grave di un’influenza, perché vengono prese misure draconiane, come la chiusura delle scuole, e perché la gente corre ad accaparrarsi generi alimentari?” Ho pensato, quindi, di provare a rispondere al quesito.

Per poter capire di cosa stiamo parlando, bisogna prima che siano ben chiare due definizioni:

• Mortalità = quante persone muoiono a causa di una determinata malattia in un definito lasso di tempo (ad esempio, nel 2018-2019 sono morte per influenza complessivamente circa 400 persone su oltre 8 milioni di contagiati, cioè l’11 per cento della popolazione italiana).
• Letalità = quante persone muoiono in quanto hanno contratto una certa malattia (per esempio la letalità dell’influenza nel 2018-2019 è stata dello 0,00005% dei contagiati).

Ciò detto, l’infezione da nuovo coronavirus è poco più di un’influenza? Direi di no, visto che la letalità, stimata intorno al 3%, è circa 60000 volte più alta rispetto a quella dell’influenza; per fare alcuni altri esempi, la letalità della SARS fu del 10%, quella della MERS (Sindrome respiratoria Medio-Orientale da corona virus) è del 35%, quella di Ebola del 60%. Inoltre, mentre l’influenza, almeno in gran parte, può essere prevenuta con la vaccinazione, o curata con farmaci specifici (Oseltamivir, Zanamivir), entrambe queste opzioni non sono al momento praticabili nell’infezione da COVID-19.

In compenso, la mortalità attuale è molto più bassa rispetto a quella dell’influenza stagionale, proprio perché al momento vi è un numero infinitamente minore di casi di malattia: è dunque per questo motivo che è importante evitare l’aumento di questi casi e che le misure di prevenzione applicate sono indispensabili, ancorché possano a volte sembrare eccessive. In conclusione, mi raccomando, e lo raccomando non solo ai singoli cittadini, ma anche alle varie organizzazioni o aziende: in questi casi non esiste il “fai da te”, il consiglio dell’amico (anche se medico), il web, l’italica improvvisazione. Bisogna fidarsi ciecamente delle indicazioni provenienti dai canali ufficiali (Ministero della Salute, tel. 1500; Regione Piemonte, tel. 800.19.20.20), niente di più, niente di meno.



* Medico Chirurgo, Specialista in Malattie Infettive, in Igiene e Medicina Preventiva.


Posted on: 2020/02/26, by :