Il nemico invisibile che (non) ci separerà

di Germana Tappero Merlo |

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Sono giorni difficili. Giorni di sofferenza, ansia, sacrifici. Giorni da esorcizzare. I riti comuni del canto e degli applausi dai balconi di tutto il Paese hanno una funzione liberatoria. C’è desiderio di non sentirsi soli, abbandonati, e il tricolore esibito dalle nostre case è il richiamo identitario all’unità, allo stare accanto a chi soffre e chi combatte in prima linea questa epidemia. Non da meno i richiami a non mollare perché “tutto andrà bene”, dai social agli arcobaleni colorati dai bambini ed esibiti dalle case, sono ormai un rito quasi scaramantico. Eppure qualcosa di diverso e di opposto si sta insinuando. Dapprima era stato urlato, da pochi, e rimasto inascoltato perché si credeva fosse una prima reazione isterica alla paura: “Ma l’Europa, che fa?” era, in sintesi, lo sfogo più comune ma limitato ai soliti polemici, disillusi dalla politica non solo nostrana e agli euroscettici. Ora, è qualcosa di decisamente diverso.

Stando parecchio ore in rete e spaziando nei vari social network anche per lavoro, la mia sensazione è che il senso di disunione si stia incuneando con una convinzione mai vista prima. Parecchi ed ascoltati commentatori già delineano una Italexit. I motivi sono noti: il prezzo da pagare per rimanere nell’Unione è troppo gravoso per questo Paese; la convinzione di essere sempre trattati come un Paese di serie B, e dalle tragiche vicende dell’immigrazione clandestina alle discriminazioni nelle affermazioni avventate di alti esponenti, come, da ultimo, quelle della Lagarde, come dargli torto. Insomma, si sa che gli argomenti contro l’Europa e il desiderio di staccarsene sono numerosi e, da qualche tempo, più fondati ed addirittura motivati.

Poco importano i richiami, ora, all’unità per combattere un nemico comune, il Covid-19. E sebbene mi astenga dal disquisire su costi o benefici economici di una Italexit, perché non ho le competenze per farlo, su ciò che ruota attorno al concetto di ‘nemico’ mi sento di poter dire la mia opinione con maggior esperienza. Gli appelli e la possibile, se non addirittura vittoriosa, unità contro un nemico ha ragione di esistere quando questo è fisico, concreto, individuabile. Che sia un Osama bin-Laden, un Hitler, un avversario politico o addirittura solo un’ideologia o un progetto, come nel caso del terrorismo o del recente jihadismo dell’Isis, seppur sempre più vile e pernicioso perché opera anche nelle terre oscure del dark web e fa propaganda, recluta, addestra e continua ad operare, i suoi responsabili e i suoi sponsor sono individuabili. Non è facile, ma basta avere volontà anche politica di contrastarli, a fianco delle innumerevoli e complesse competenze. Il lavoro è duro, ma si combatte per sconfiggere un nemico che fisicamente produce o produrrà del male. E si è uniti in questo intento, addirittura si fanno guerre unendo forze militari, di polizia, di intelligence. Insomma, il nemico terrorismo può anche essere in parte ‘invisibile’, ma ci ha unito e continua ad unirci.
Il Covid-19 no. Questa pandemia ha sì un responsabile ‘fisico’ che tutti, unitamente, vogliamo combattere, ossia questo maledetto virus. Ma ha portato altresì una scia dolorosa di polemiche, costi umani, economici e sociali così elevati – e ora siamo solo all’inizio – che non si esaurirà con la sua fine. Il rischio concreto è che essa potrebbe far concretizzare quella che è volontà di una parte rilevante della classe dirigente nostrana di dividerci dal resto dell’Europa.

Ma c’è ancora qualcosa di più. Addirittura più pericoloso di un rafforzamento del sentimento di Italexit. Non sono rari i commenti del popolo dei social che lamentano, e con tanta rabbia, di forte discriminazione, odierna come in passato, fra il Nord e il Sud dell’Italia, fra la parte ricca e produttiva e quella più disagiata e dalle scarse risorse economiche e dalle ridotte strutture sanitarie. Ciò finisce per alimentare, per ora, battibecchi virtuali, ma non privi di possibili conseguenze nefaste.
Come professionista per la sicurezza nazionale, mi sento di affermare che sarà imperativo non sottovalutare anche questo virus della discordia e della divisione fra gli italiani che si sta insinuando a braccetto con il Covid-19. È un sentimento facilmente manipolabile da chi vuole alimentare instabilità, creare caos laddove il Paese è già fortemente indebolito per innumerevoli altre cause, senza peraltro garantire soluzioni positive certe. Da qui il suggerimento di Sun Tzu, uno stratega guarda caso cinese, che affermava: “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” Un monito alla nostra classe politica, di tutti i colori e a tutti i livelli, per riprenderci da questa dura guerra senza sacrificare la nostra unità. Il nemico invisibile purtroppo ha trovato alleati. Sta a noi prenderne adeguata coscienza e farci trovare pronti.



Posted on: 2020/03/18, by :