O la Ztl o il disastro: “una falsa alternativa”

di Giancarlo Banchieri * |

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Se è vero che a nessun individuo sano di mente farebbe piacere che la propria salute fosse messa in pericolo dallo smog, è altrettanto vero che nessun cittadino e nessuna impresa accetterebbero a cuor leggero che il proprio diritto alla mobilità o allo svolgimento del proprio lavoro fossero gravemente limitati da provvedimenti presentati come “antismog” che, in effetti, di “antismog” non hanno nulla.

Per questo, come cittadino e come imprenditore, sono contrario alla Ztl prolungata e con ingresso a pagamento (fino a cinque euro) proposta dall’amministrazione comunale di Torino. Presentata come misura ecologica, si è via via constatato che essa è non basata su alcuna evidenza scientifica. Non più tardi di qualche settimana fa lo ha ammesso anche l’assessore Unia: non esiste alcuno studio ambientale che convalidi i presunti benefici per la salute dei torinesi. E ciò a fronte di un studio di 5T (società pubblica che si occupa di mobilità) – questo sì esistente e ben noto, anche al Comune – che smentisce gli effetti ambientali della Ztl “lunga”. Un altro elemento scarsamente comprensibile è rappresentato dal cosiddetto “traffico parassitario”, quello cioè che attraversa il centro senza fermarvisi. Secondo l’amministrazione, la “nuova” Ztl dovrebbe ridurre tali passaggi, che, però, prevedibilmente si sposterebbero fuori della Ztl stessa, aumentando traffico e smog nelle zone periferiche. Non si capisce dove sarebbe il vantaggio. Forse i nostri amministratori pensano i torinesi di periferia abbiano i polmoni più robusti. Dunque, a fronte di benefici inesistenti, si propone una misura che provocherà, invece, danni certi per i cittadini, limitati nella loro mobilità, e per le attività commerciali e artigianali, in una situazione economica tutt’altro che brillante: a Torino e provincia ci sono ben 837 imprese commerciali in meno in un solo anno. E allora quello che ormai è ben più di un sospetto emerge in tutta la sua evidenza: quello che pomposamente viene definito “centro aperto” è, in realtà, una tassa di ingresso che serve al Comune per fare cassa. E, anche in questo caso, i fatti si dimostrano più forti di ogni chiacchiera: nel bilancio 2020 il Comune ha previsto quasi 4 milioni di entrate dalla “nuova” Ztl. E dire che la sindaca Appendino aveva sempre negato che il provvedimento avesse finalità di tipo economico. Invece, anche nelle ipotesi minimali, si tratta di una somma enorme che serve soltanto a tappare i buchi di bilancio.

Riepiloghiamo: la Ztl proposta dal Comune non ha alcun beneficio ambientale, però farà arrivare tanti soldi nelle sue casse. E i soldi arriveranno dalle tasche di tutti noi. È così sorprendente che la stragrande maggioranza dei cittadini e degli operatori economici sia contraria? Davvero in questa storia i cattivi sono i soliti bottegai rapaci e insensibili alla ragioni di Greta? Ed è con simili provvedimenti che si rende attrattiva la città?



*Giancarlo Banchieri, classe 1975, di professione albergatore, è presidente di Confesercenti Torino dal 2015, dopo aver ricoperto diversi incarichi dirigenziali all’interno dell’associazione (8000 iscritti, una trentina di federazioni di categoria, circa 60 dipendenti). Dal maggio 2016 è membro del consiglio e della giunta della Camera di commercio di Torino.

Posted on: 2020/01/25, by :