Alla scoperta dei siti contaminati in Italia
4. Comunicazione e meccanismi di partecipazione

di Pietro Comba,
Daniela Marsili
e Roberto Pasetto|

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Il coinvolgimento delle comunità nei processi decisionali in materia di ambiente e salute, e in particolare il diritto di informazione e partecipazione, sono previste già da alcuni decenni dalla normativa ambientale europea in relazione all’esercizio di diritti da parte delle popolazioni. Esplicita menzione di ciò si trova nella Convenzione della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (United Nations Economic Commission for Europe –UNECE) del 1998: “Aarhus Convention–Convention on Access to Information, Public Participation in Decision-making and Access to Justice in Environmental Matters”, entrata in vigore e ratificata anche dall’Italia nel 2001 (UNECE, 1998).

Più recentemente, al punto 11, la Dichiarazione di Ostrava (come citata precedentemente in questo testo) richiama tutti i Governi dei Paesi membri all’impegno di migliorare le capacità di promuovere la partecipazione pubblica, l’accesso all’informazione e alla giustizia nel campo dell’ambiente e della salute al fine di ridurre i rischi per la salute dei propri cittadini derivanti dall’ambiente (WHO Europe, 2017).

Le capacità sociali: abilità, competenze ed esperienze individuali e collettive


Nella prospettiva delle scienze sociali la comunicazione è un processo di costruzione collettiva e condivisa del significato, processo dotato di livelli diversi di formalizzazione, consapevolezza e intenzionalità (Paccagnella, 2004). Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. I processi di comunicazione devono essere orientati al coinvolgimento, alla partecipazione e allo sviluppo di capacità degli attori istituzionali (ricercatori coinvolti negli studi, autorità locali amministrative, strutture territoriali sanitarie e ambientali, sistema educativo) e degli attori sociali (associazioni e comitati cittadini, popolazione residente, media) di una comunità. L’efficacia dei processi di comunicazione partecipati nelle comunità residenti in prossimità dei siti contaminati ha infatti molto a che fare con il grado di sviluppo delle capacità sociali delle comunità. Le capacità sociali racchiudono le abilità, le competenze e le esperienze individuali e collettive necessarie per poter affrontare, rispondere e recuperare l’impatto dell’occorrenza di un pericolo e/o di un disastro naturale o antropogenico (Kuhlicke et al., 2017).

Informazione e consapevolezza delle comunità


Nei siti contaminati le capacità sociali delle comunità che vi risiedono sono impiegate per affrontare, mitigare e recuperare nel tempo, gli impatti sociali, ambientali e sanitari associati alla contaminazione di natura industriale o naturale. Le capacità sociali aumentano e si rinforzano nei processi di comunicazione tanto più quanto è, o diventa nel tempo, informata e consapevole la partecipazione degli attori istituzionali e degli attori sociali. In altre parole, quanto più attori istituzionali e sociali sono reciprocamente creatori e destinatari di informazioni e messaggi, co-costruttori di linguaggi condivisi, e consapevoli dell’esistenza e della necessaria mediazione tra possibili interessi diversi. Nei processi di comunicazione circolare, che superano la trasmissione unidirezionale di informazioni e messaggi dagli attori istituzionali a quelli sociali, considerati destinatari passivi dell’informazione, si sviluppa quantitativamente e qualitativamente un flusso di scambi che contribuisce ad aumentare le capacità di una comunità nel suo complesso e di ciascuna sua componente nel reciproco riconoscimento e rispetto dei diversi ruoli, responsabilità e diritti.

Trasparenza e affidabilità delle Istituzioni


In questa modalità, aumentano le capacità di conoscenza e di acquisire consapevolezza sulla reale portata dei rischi e degli impatti associati alla contaminazione che gravano sulla comunità, così come migliorano le capacità di sviluppare reti relazionali formali e informali dove dal riconoscimento si passa all’agire i diritti di informazione e partecipazione (Marsili et al., 2019b). Questa realtà spinge e rafforza le capacità motivazionali di tutti gli attori a partecipare attivamente e contribuire nell’affrontare i rischi presenti e recuperare gli impatti esercitando con responsabilità il proprio ruolo. Tutto ciò non può essere disgiunto dal rafforzamento delle capacità istituzionali basate sui principi della trasparenza e dell’affidabilità, e sul conseguente rendere conto alla comunità intera e alla cittadinanza in particolare delle decisioni e delle azioni intraprese (Kulincke et al., 2017). I processi di comunicazione partecipati possono essere particolarmente efficaci quando, adottando approcci inclusivi, fanno emergere i bisogni, anche comunicativi, e le aspettative dei sottogruppi di popolazione più vulnerabili e svantaggiati anche sotto l’aspetto socio-relazionale (Marsili, 2020).



Posted on: 2020/07/18, by :