Diego Armando Maradona non è più tra noi
Ora può diventare leggenda

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Diego Armando Maradona ha chiuso la sua esistenza terrena. Il più grande calciatore di tutti i tempi ha fatto cadere il sipario di un’esistenza in cui luci ed ombre si sono mescolate senza dar l’impressione di essere mai sazie, a poche settimane dal suo sessantesimo compleanno. Un’uscita silenziosa, dopo un ricovero in ospedale e un’operazione al cervello. Nulla, almeno nell’immaginario collettivo, che potesse prefigurare una morte repentina, veloce, fulminea. Invece, la morte è stato alla sua altezza. Proprio così: all’altezza dei suoi inimitabili colpi sui calci di punizione, all’altezza della sua fantasia e della sua furbizia, ma soprattutto della sua velocità di esecuzione nel calciare, nello smarcare il compagno in posizione migliore, con una visione di gioco che lo portava ad essere sempre avanti di alcuni fotogrammi rispetto agli avversari.

Un immenso numero 10 che sapeva far diventare immensa la sua squadra, fosse la nazionale argentina, campione del mondo nel 1986, o il suo Napoli, per la prima volta con lui campione d’Italia. Un fenomeno diventato tale anche se privo di eccelsi mezzi fisici, secondo una tradizione che vuole i grandi numeri 10, da Pelé, a Rivera, a Platini, a Baggio, a Del Piero, a Messi, atleti normali, ma di una normalità in grado di sorprendere, per poi diventare travolgente. Insomma, più artisti che atleti, pronti ad anteporre il desiderio di divertirsi, alla sofferenza di estenuanti allenamenti, anche se tutti indistintamente votati al sacrificio per superare infortuni o incidenti.

Maradona, uomo di eccessi, avverso alle regole e segnato da vizi profondi, si è visto spegnere la luce nello stesso giorno, 25 novembre, in cui nel 2005 calò il buio per un altro grande del calcio. Quel George Best, irlandese di Belfast, che negli anni Sessanta, in una stagione straordinaria opposta a quella che viviamo, aveva anticipato genio e sregolatezza, cadendo nel baratro dell’alcol e della depressione. Addio Diego, sit tibi terra levis, la terra ti sia lieve.



Posted on: 2020/11/25, by :