I tecnici, davvero brutta gente?

di Pietro Terna|

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Ritorna il mantra dei “tecnici” inadatti al potere e, soprattutto, solo apparentemente neutrali, ma in realtà portatori di interessi più o meno nascosti. È successo anche qui1 nella Porta di Vetro, quasi che i politici siano i nobili cui compete governare, mentre ai temuti tecnici toccherebbe al più il compito di assecondarli.

Chiarisco che posso essere considerato un tecnico: ho studiato economia, mi sono occupato di scelte difficili all’interno di un corpo intermedio – la Confindustria Piemonte – della società pluralistica. Poi sono diventato professore universitario a tempo pieno, entrando in quello stesso mondo da cui proviene il professor Draghi. Il nostro presidente del consiglio ha conseguito il Ph.D. in Scienze Economiche presso il Massachusetts Institute of Technology e, dal 1981 al 1991, è stato professore di economia all’Università di Firenze. Poi, chiamato da Carli, lo troviamo direttore generale del ministero del Tesoro. Tutti ben conosciamo il suo curriculum successivo. Chiamarlo “banchiere”, quasi come un insulto (non qui, nella Porta di Vetro), è segno di grande superficialità, sotto ogni punto di vista.

Chiamarlo “tecnico” è giusto se significa “persona molto competente”, altrimenti non so che cosa voglia dire. Il vero politico dovrebbe essere una persona competente, allenata alla complessità dei problemi, al mutamento permanente. Come tale, in grado di affrontare anche situazioni completamente nuove e inattese. Certo, deve aver acquisito grande capacità di ascolto e persino di sopportazione. Draghi, da presidente della BCE, scontrandosi con i personaggi che rappresentavano alcuni degli Stati europei, Germania in primis, ha ben acquisito quelle qualità.

L’ultimo governo può essere valutato in due modi: governo ultra politico, in quanto espresso da Mattarella, con Draghi grand commis; governo politico, per la scelta consapevole di tanti partiti a operare insieme. In un quadro dove un po’ di scappati di casa, e un altro po’ di populisti in servizio permanente effettivo, avevano provato a governare sino a che uno di loro (politico, politicissimo) non ha fatto saltare l’accordo; e dove lo stesso premier ci ha riprovato con un’altra squadra, creando notevole sconcerto, l’arrivo di una coalizione che si è occupata di problemi veri e seri, ha rappresentato un momento alto della politica.

Il limite dei vituperati tecnici è di non godere della cinghia di trasmissione che un partito vero ha (aveva) con l’opinione di tutti: dal grande gruppo economico al singolo elettore di un piccolo paese. Era la forza della Democrazia Cristiana e del Partico Comunista, che conoscevano le aspettative o il disappunto degli iscritti, ma non ne erano travolti. Anzi, ben sapevano che il ruolo di un rappresentate è anche quello di guidare i rappresentati.

. Ora il ruolo distruttivo, che fu di Salvini (da solo? per conto di qualcuno?) nell’estate del 2019, è passato a Conte (da solo? per conto di qualcuno?). Certo ha saputo ridare slancio al capo movimentista della Lega, che era un po’ in affanno; contemporaneamente, al fantasma di Berlusconi e alla puntuta ferocia di Meloni.

Quale personaggio competente immaginiamo alla guida del prossimo governo? Quali le attese degli italiani? Al minuto 31 del suo intervento2 al Senato, il presidente Draghi ha smesso di trangugiare: “All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi; serve un nuovo patto di fiducia, sincero, concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il paese. I partiti… e voi parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi e che si è poi affievolito? Siamo… sono qui in quest’aula oggi perché…a questo punto della discussione, solo perché gli italiani l’hanno chiesto”.

Inaccettabile: si crede un politico? Oppure: evviva, ecco che ha aperto un varco in cui insinuarsi per urlare che sappiano che cosa serve agli italiani, distruggendo con esultanza autolesionistica tanto lavoro compiuto!

Chi è brutta gente? I tecnici?

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