La partenza della scuola in tempo di Covid-19
A Torino e dintorni ancora scoperte 8025 cattedre

di Teresa Olivieri * |

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Il numero ha un che di sensazionale, non si può fare a meno di riconoscerlo. Ma esprime la realtà dei fatti, nient’altro che la realtà ed è un problema annoso che non ha nulla a che vedere con la Covid-19, l’emergenza su scala mondiale del 2020: in provincia di Torino le cattedre scoperte dalle scuole dell’infanzia alla media superiore sono 8.025, una parte rilevante dei quali relativa a insegnanti di sostegno, cui si devono aggiungere 18 mila ore di lezioni part time che corrispondono a circa 900 posti. Dunque, la ripresa scolastica parte in salita anche se è nata sotto ciò che potremmo definire “la banalità del bene” per l’impegno, passione e professionalità che docenti e personale amministrativo hanno profuso in questi mesi. Mesi, appunto, perché la scuola italiana virtualmente non ha mai chiuso, assediata dal marcamento mediatico e politico di cui è stata oggetto non appena è stato firmato l’ultimo scrutinio dell’anno scolastico 2019-2020.

Da quel preciso istante, sulla scuola è piovuta una messe di note, ordinanze e circolari, spesso in contraddizioni tra di loro, da cui è stato necessario sfuggire per non ritrovarsi all’angolo. Non ultima, l’Ordinanza Ministeriale della ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina che ha richiesto la presentazione on line delle domande per le supplenze dal 26 luglio con scadenza al 6 agosto e pubblicazione il 1° settembre. Un lasso di tempo esiguo – sarebbero stati necessari almeno 4-5 mesi – per definire le graduatorie e consentire gli incarichi entro l’inizio dell’anno scolastico. Un’operazione che per la mole dei dati – non è neppure il caso di ricordarlo – avrebbe richiesto un supporto informatico che il ministero, tra l’altro, non possiede. Naturalmente nella compilazione sono emersi errori plateali che hanno provocato addirittura punteggi negativi, ma sarebbe stato strano il contrario…

A ciò si deve aggiungere anche l’ordinanza regionale del presidente Alberto Cirio che in nome di un diritto individuale ha messo in discussione con la sua imposizione di misurare la temperatura degli allievi a scuola, anziché a casa da parte delle famiglie. Un’ordinanza fuori luogo e fuori tempo (ma non del tutto se a pensare male si guarda alle elezioni di domenica prossima) perché impone un metodo che avrebbe come unico effetto quello di rallentare ulteriormente la didattica. Dunque un “non sense” di cui nessuno vede i vantaggi, neppure sul piano della tutela della salute: provate ad immaginare decine e decine di bambini e ragazzi in coda, in attesa della misurazione, con il rischio di far saltare anche quelle elementari norme di distanza, fondamentali per il contrasto alla pandemia, oltre all’effetto “caccia all’untore” nel caso di individuazione di un bambino con qualche linea di febbre e a tutte le regole sulla privacy. Il presidente Cirio, all’opposto, potrebbe, invece, utilizzare le risorse che intende dirottare alla scuola, per assumere più infermieri di comunità.

In questo bailamme c’è poi chi rilancia la didattica a distanza, attraverso il DID, acronimo di didattica digitale integrata. Una soluzione che non deve trasformare in ordinario l’eccezionalità dei mesi di pandemia sottoposta a lockdown. Tralasciando, il piccolo, ma non secondario e significativo dettaglio che la DID non è efficace nelle scuole dell’infanzia, primaria e media, e nelle superiori non sarà possibile praticarla nelle discipline laboratoriali e artistiche, si dimentica che richiede una specifica formazione degli insegnanti e una capacità di connessione che è molto diversa su tutto il territorio nazionale. La DID, dunque, può essere un’opportunità di metodologia didattica che “integra” altre metodologie, ma non sostituisce il rapporto insegnamento-apprendimento in presenza. Si smetta di parlare di banchi e ci si concentri su come fare scuola e come migliorare i livelli di apprendimento e di diritto allo studio e inclusione degli alunni e degli studenti.



* Teresa Olivieri, responsabile Cisl scuola Torino

Posted on: 2020/09/17, by :