Un libro per voi: “Dalla smart city alla smart land”

di Claudio Artusi |

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La lettura del saggio “Dalla smart city alla smart land” di Aldo Bonomi e Roberto Masiero per i tipi Agenda Marsilio, ci proietta al dopo Covid-19, al dopo pandemia, in una dimensione ancora avvolta dalla nebbia, oltre la quale ci si aspetta, a seconda del nostro umore, un magico ritorno a “come eravamo” o a uno scenario con rovine fumanti da day after. Aldo Bonomi, che conosco e frequento da più di vent’anni, è un visionario con un solido bagaglio di strumentazione concettuale prevalentemente nella sociologia urbana. È stato il teorizzatore, tra l’altro, dei distretti industriali, delle reti lunghe che collegano i centri propulsori al di là dei confini nazionali, delle smart cities.

Con questo saggio si supera, senza negarla, la tesi di questi ultimi decenni, in base alla quale ricchezza, cultura, progresso si sviluppano dove vi è “densità” e quindi nei grandi centri urbani che, di conseguenza, fungono da attrattori di popolazioni, tant’è che più della metà del mondo vive nelle metropoli. La meta del desiderio è stata finora il “pieno”, il “centro”, lì dove c’è tutto. L’esperienza che stiamo vivendo ci ha mostrato le fragilità di questo modello, già molto messo in discussione dal tema dell’ecosostenibilità, dell’inquinamento, dai tempi di trasferimento casa lavoro.

Non si tratta solo dello sdoganamento dello smart working, che insito ha il tema della solitudine e della alienazione, ma piuttosto la scoperta che si può appagare il nostro bisogno di comunità anche mitigando la contiguità. Saremo quindi comunità anche lungo le reti lunghe della dimensione internazionale e contemporaneamente valorizzeremo il borgo, con la sua carica di umanità, competenza e mestieri. Sono provocazioni, quelle espresse in questo saggio! Non so quante resisteranno all’esame del tempo, ma ciò che importa è che ci forniscono un lessico e dei paradigmi che ci aiuteranno a “leggere” la vita che ci aspetta.



Posted on: 2020/12/20, by :