Un mistero di Natale al tempo del Covid – Commiato

di Mercedes Bresso|

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Sera del 24 dicembre

La casa era deliziosa, tutti insieme avevano decorato il soggiorno, affisso alla porta una corona di Natale, intrecciato dei fili luminosi ai rami degli ulivi piantati nei vasi in terracotta del giardino e collegato fra loro con gli stessi fili luccicanti le colonne di pietra della terrazza. Un piccolo pino era stato portato in casa nel suo vaso e decorato e molte candele e il fuoco del camino diffondevano una luce morbida nella stanza. E la magia del Natale era accresciuta dalla neve che aveva ricominciato a volteggiare nell’aria.

I quattro amici cenarono allegramente, brindando alla loro amicizia e a quella straordinaria opportunità che li aveva riuniti in un luogo che amavano. Malgrado gli enormi problemi che la pandemia avrebbe ancora creato, si sentivamo in qualche modo rafforzati da quella serata, strappata alle lunghe giornate solitarie che avevano, e avrebbero ancora vissuto.

Finita la cena, Mirna propose di sedersi davanti al fuoco, con un buon bicchiere di grappa di Angera e di inventare per quella serata una bella storia di Natale. Sorridendo Claude le disse: “Noi la nostra storia la abbiamo, una vera. Vi racconteremo le nostre conclusioni sulla vicenda dei partigiani che scesero a Masera nella notta di Natale del 1944: E’ triste ma anche commovente, come la vita d’altronde.” E brindò all’amicizia e all’amore, guardando Giovanna con aria complice.



Posted on: 2020/12/24, by :