Un ricordo di Bruno Castagneto, pioniere nella lotta contro il mesotelioma

di Mercedes Bresso
e Marco Castagneto|

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Bruno Castagneto era prima di tutto un medico, di quelli veri. Medico oncologo, morto di Covid, fu uno dei pionieri nella cura del mesotelioma a Casale Monferrato. Ed era, soprattutto, uno di quei medici convinto che quello che già sapeva non potesse bastare, ma servisse sempre aggiornarsi, impegnarsi, confrontarsi con i suoi colleghi, credeva insomma profondamente nel valore della ricerca. Si può dire che la ricerca, in particolare quella clinica applicata alle cure dei suoi pazienti, sia stata in un certo senso la cifra di tutta la sua vita passata in corsia, lavorando per tanti anni con instancabile dedizione e impegno. Genovese della Valpolcevera, da quando si laureò in medicina nel 1977 lavorò quasi sempre in Piemonte. Prima a Castelnuovo Scrivia e poi – dal 1979 – a Casale Monferrato. In questa città capì ben presto che l’incidenza di un particolare tipo di tumore, il mesotelioma, era davvero troppo alta per essere un caso. La fabbrica Eternit, infatti, operava ancora a Casale e la città era tappezzata di amianto, perfino dentro lo stesso ospedale Santo Spirito, dove lavorava.

Iniziò dunque una lotta, insieme ai colleghi, agli amministratori locali, ai lavoratori e ai loro familiari, per sostenere la chiusura dello stabilimento Eternit (obiettivo raggiunto a metà degli anni Ottanta, grazie ad una coraggiosa ordinanza del sindaco Riccardo Coppo), per il riconoscimento del legame causale tra amianto e mesotelioma e per la messa al bando di questo materiale. Purtroppo ci vollero tanti anni ancora affinché questo risultato storico fosse raggiunto. Quando nel 1992 venne approvata la Legge nazionale n. 257 che pose fine a “estrazione, importazione, utilizzo e commercializzazione dell’amianto in Italia” per tante persone era già troppo tardi.

Vista la lenta incubazione, con un periodo di latenza che va dai 20 ai 40 anni, gli effetti dell’amianto sulla popolazione casalese avrebbero continuato a farsi sentire, pesanti, per tanto tempo e purtroppo l’onda lunga del mesotelioma ancora oggi non si è fermata. Così vennero gli anni in cui si dedicò alla lotta contro questa malattia così insidiosa, riuscendo a diventare un punto di riferimento a Casale per tutti i malati e le loro famiglie, distinguendosi per la professionalità, ma anche per l’umanità con cui sapeva guidare persone così fragili nel momento più difficile della loro vita.

Si affermò a livello nazionale ed internazionale per numerosi protocolli di ricerca su farmaci che sono diventati per molti anni, e lo sono ancora, il fondamento della terapia contro il tumore della pleura. Non solo amianto, però, fu infatti precursore nel denunciare le correlazioni tra ambiente e tumori, che oggi sono ampiamente riconosciute da tutti, ma non erano così scontate a fine anni ’90. Col tempo, iniziò ad allargare il suo interesse specializzandosi anche nel trattamento del cancro negli anziani, che presenta problemi specifici, e divenne Presidente nazionale del Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica dal 2011 al 2016.



Posted on: 2020/12/22, by :